NASTROTEX CUFRA, la vera svolta nella stampa digitale

NASTROTEX CUFRA
Si parla molto di “rivoluzione industriale 4.0”, ovvero quella tendenza all’automazione che integra tecnologie di ultima generazione per migliorare le condizioni di lavoro ed aumentare la produttività e la qualità stessa degli impianti. Nastrotex Cufra ne è un brillante esempio: bontà dei processi, solidità patrimoniale e grande lungimiranza, come ci raccontano Mario Cucchi, prima generazione dell’azienda, Barbara e Roberto, la seconda generazione, e Fabio Perico, che hanno dato vita ad un macchinario unico al mondo.

Mario Cucchi, i suoi figli Barbara e Roberto e il Dr. Fabio Perico

Mario Cucchi, i suoi figli Barbara e Roberto e il Dr. Fabio Perico

Ci potete svelare di più su questa vostra creazione? “Ci lavoriamo da due anni ed è frutto della collaborazione di due diverse aziende che hanno lavorato sotto la nostra supervisione e consulenza tecnica. Possiamo dire che questa nuova macchina per la stampa digitale ha preso vita anche grazie al nostro ingegno, al grande know-how e alla lunghissima esperienza familiare in questo campo. E’ la prima in assoluto nel suo genere ad affacciarsi sul mercato, una vera chicca, e consentirà di stampare come mai prima d’ora.”

Grande expertise dunque… “Nastrotex Cufra esiste da più di 60 anni. Il passaggio generazionale ormai è avvenuto ma, nonostante la nostra lunga attività, la volontà di investire in innovazione e formazione del personale verso nuovi orizzonti non è mai venuta a mancare. Per noi è un fattore determinante, anche nei confronti della nostra stessa clientela. Si guarda sempre avanti, senza mai perdere il passo. Pensare, realizzare e applicare queste nuove tecnologie in un mercato “povero” come il nostro, dove si è passati dalla logica del terzista al concept di un prodotto finito, rappresenta un elemento distintivo rispetto ad altre realtà operanti nel nostro stesso settore. L’ufficio tecnico, come quello dedicato alla ricerca e sviluppo, hanno da sempre l’obbiettivo primario l’elaborazione di prodotti unici, realizzati in differenti varianti materiche e di colorazione. Ora hanno un grande alleato al loro fianco che li aiuterà. In quest’ottica è nata l’esigenza di offrire al mercato qualcosa di innovativo e di profondamente diverso. Non dobbiamo però dimenticare che parlare di innovazione e diversità significa anche lavorare su una serie di parametri assolutamente nuovi per una azienda e di cui tenere conto ogni volta che si affronta la produzione; una serie di variabili e varianti che non sono affatto banali, pur partendo da un materiale di base solido come il poliestere. L’introduzione di questo nuovo tipo di stampa digitale automatica genererà un cambiamento a livello di mercato e di proposizione di prodotto ineguagliabile. Vanno infatti considerati alcuni aspetti importanti: il primo è l’aspetto produttivo perché questa fase sarà ottimizzata in maniera del tutto naturale e il tempo di attrezzaggio notevolmente diminuito; l’altro aspetto è quello di cash-flow, infatti l’impegno finanziario dell’azienda che usualmente deve far fronte all’acquisto dei colorati si ridurrà perché verrà soppiantato da questa nuova tecnologia digitale che annullerà un intero passaggio; il terzo aspetto riguarda la varietà di proposte che saremo in grado di offrire. Pressoché infinita: la stampa potrà essere sia in tinta unita che in quadricromia, si potranno riprodurre disegni di qualsivoglia forma, dimensione e colore su entrambi i lati, anche con fantasie differenti su uno rispetto all’atro, senza alcuna discontinuità.”

L’univocità del prodotto dunque risiederà innanzitutto nel processo, corretto? “Esatto. Se il processo è innovativo, anche il prodotto che ne consegue sarà innovativo. L’univocità del processo industriale renderà il prodotto unico sul mercato. Pensate ad un impianto di ben 28 metri di lunghezza, una linea continua che rivoluzionerà completamente la produzione di nastri elastici.”

Perché preferirlo rispetto al sistema tradizionale? “Perché potremo offrire stampe che nessuno al momento è in grado di fare, rispondendo alla domanda di un mercato di target anche molto alto. Con questa nuova tecnologia, ogni micron della gomma utilizzata nelle bande viene colorata o stampata, consentendo di ottenere un prodotto perfettamente tinto in ogni sua minima parte, anche nel momento di massima estensione.”

Da cosa è nata la voglia di mettersi così in gioco in un momento storico-economico difficile come quello che stiamo vivendo oggi? “E’ stata più una intuizione… Ricercare ciò che non esiste ha da sempre contraddistinto la nostra attività. A volte basta guardare la realtà da una prospettiva differente per trovare soluzioni inattese. Noi, ora, possiamo realmente parlare di Nastrotex Cufra come una industria 4.0. Oltre ad aver rivisto l’organizzazione aziendale negli anni scorsi, attualmente stiamo riorganizzando l’intera produzione, la logistica e, al contempo, stiamo migliorando gli altri processi fondamentali interni. Ma le nuove idee costano e i primi a tagliare il traguardo sono quelli che però devono far fronte a varianti inaspettate e che daranno i loro frutti solo in seguito. E’ chiaro che in un caso come il nostro la perseveranza fa la differenza. Un conto è avere una idea, un conto è metterla in pratica e un altro conto poi è trovare partner che ti seguano lungo tutto il percorso. La riuscita di un buon progetto è fattibile solo se tutte le componenti viaggiano all’unisono. Spesso le piccole aziende, quelle a carattere artigianale, fanno fatica a seguire progetti particolarmente complessi. Anche se parliamo di un semplice nastro elastico, il processo industriale che sta dietro alla sua realizzazione deve essere gestito da strutture che hanno una organizzazione interna efficiente.”

In pratica cosa cambierà? “Oltre ad innovare il processo, che andrà di pari passo con il miglioramento della qualità del prodotto, potremo penetrare nuovi mercati che prima non avremmo potuto raggiungere. Noi ci stiamo indirizzando, al di là del consolidamento della fascia media, verso una fascia di mercato luxury, che oggigiorno pochi possono raggiungere. In questo modo il rapporto che costruiremo con il cliente cambierà sostanzialmente: non sarà più il rapporto vetusto cliente-fornitore ma sarà un rapporto di simbiosi di processo. La bontà della proposizione di un prodotto finito come il nostro passa soprattutto attraverso i particolari. Quando si dice che i dettagli fanno la differenza, è proprio questo che intendiamo: noi siamo un particolare che spesso contraddistingue il prodotto finito dei nostri clienti. In tal senso potremo affiancarli sempre più efficacemente in tutto ciò che riguarda ricerca di nuove metodologie e sviluppo di nuovi materiali.”

Mario-Cucchi-Nastrotex-Cufra

Il fondatore di Nastrotex Cufra Mario Cucchi

Parliamo di numeri… “In termini economici l’investimento fatto si aggira intorno al milione e mezzo di euro e ci darà la possibilità di produrre circa due milioni di metri di nastro elastico all’anno. Anche di più, una volta che la stampante sarà rodata. Se analizziamo la questione in profondità, parliamo di una cifra considerevole nell’economia di una azienda familiare. Questa però non è stata una scelta fine a sé stessa ma è il chiaro segno di come sia forte la nostra volontà di continuare a crescere e migliorare anche il nostro assetto finanziario. Siamo partiti dalla introduzione del budget, abbiamo valutato tutte le tematiche legate a previsioni e marginalità e, infine, abbiamo pianificato gli investimenti, senza attuare nessuna politica di delocalizzazione. Questa è la dimostrazione di come sia ancora possibile lavorare bene nel nostro paese. Meno di un mese e il mondo della produzione di nastri elastici non sarà più lo stesso.” www.nastrotex-cufra.it

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