Aletti, tecnologia al futuro

Le macchine per conceria e prodotti flessibili ALETTI coniugano un inestimabile patrimonio di esperienza con la capacità di soddisfare le necessità di un mercato in costante evoluzione.

Macchine per conceria, tessile e tessuto non tessuto, gomma, sughero, materiali sintetici e speciali. Sono i settori in cui Aletti continua a scrivere alcune delle più belle pagine di storia dell’innovazione tecnologica, avvalorate dall’affermazione crescente sui mercati internazionali per l’eccellenza nella qualità e la massima affidabilità di prodotto e servizio. Attraverso tre generazioni, dalla nascita nel 1947 ai giorni nostri, l’impresa familiare si è specializzata nella progettazione e realizzazione di una gamma tra le più complete di macchinari per la lavorazione delle pelli e di smerigliatrici per prodotti flessibili di cui vanta con orgoglio il primato di più antico costruttore al mondo. Oggi l’azienda varesina guarda al futuro investendo fortemente nella ricerca e sviluppo di soluzioni in linea con l’ineludibile domanda di efficienza, sostenibilità e sicurezza. La parola all’ingegnere Marco Aletti.

Marco Aletti, la vostra è un’azienda alla terza generazione che ha contribuito a scrivere la storia del settore conciario in Italia. Quali sono i valori trasmessi di padre in figlio e le strategie messe in campo che hanno via via rafforzato la vostra crescita e competitività sui mercati internazionali? Quest’anno Aletti celebra 75 anni di attività. La serietà e la correttezza sono i valori che, dal punto di vista morale, si sono trasmessi alle generazioni della famiglia che tuttora gestiscono l’azienda. Guardare sempre al futuro e allo sviluppo di nuove tecnologie ha permesso di creare prodotti all’avanguardia, mentre l’apertura ai mercati internazionali (fin dai primi anni Cinquanta) ha consentito a una piccola impresa familiare di raggiungere quote record di export. Secondo l’indagine “Campioni dell’export” condotta da Il Sole 24 Ore e Statista, Aletti si è classificata per il 2022 al quarantesimo posto a livello nazionale come percentuale di esportazione (la quota è relativa al fatturato 2020, ndr).

Il biennio appena trascorso è stato impegnativo per tutti, anche per il settore moda e la filiera a esso collegata. Come avete affrontato questo periodo e quali sono le vostre aspettative per il futuro post pandemia? Per Aletti, lo scorso biennio è stato molto positivo. Grazie a severe misure sanitarie (giudicati da tutti come “esageratamente preoccupati”, fin da febbraio 2020 disponevamo di oltre tremila mascherine FFP2 e ci eravamo battuti con Assomac e Fiera Milano per l’applicazione più attenta dei criteri di prevenzione da Covid-19) non abbiamo avuto problemi di contagio e, per via delle commesse destinate a filiere “essenziali”, è stato ridotto al minimo il periodo di lockdown. Abbiamo inoltre sfruttato la situazione per concentrarci ancor più nella ricerca e sviluppo, con due progetti molto importanti, completati proprio alla fine del 2021 e ora in fase di sviluppo.

La crescente sensibilità del mercato alle tematiche ambientali sta indirizzando gli sforzi dell’industria dei macchinari verso modelli di produzione efficienti dal punto di vista energetico, meno inquinanti e rispettosi di standard etici e di sicurezza. Quali sono le nuove frontiere della tecnologia e come affrontate la sfida della sostenibilità? Da anni l’attività di ricerca e sviluppo di Aletti è indirizzata non solo alla pelle, ma a una vasta serie di prodotti alternativi e innovativi, sia proponendo nuove macchine speciali sia migliorandone, in fase di sviluppo, l’efficienza. Sono allo studio nuovi macchinari che hanno l’obiettivo di integrare alcune lavorazioni, sfruttando le elevate potenzialità offerte dalle tecnologie digitali. La collaborazione con i più grandi gruppi mondiali del settore conciario e di materiali speciali ha permesso inoltre di adeguare lo standard delle macchine Aletti alle sempre più esigenti richieste di efficienza, sostenibilità e sicurezza.

L’innovazione continua dei materiali dedicati alla moda richiede spesso un ripensamento progettuale dei macchinari di produzione. Quale ruolo riveste in azienda il settore ricerca e sviluppo? La ricerca e sviluppo rappresentano il principale investimento di Aletti, con una media che supera l’otto per cento del fatturato. Come già anticipato, da oltre quindici anni Aletti ha affrontato le tematiche dei materiali speciali dedicati non solo alla moda ma anche all’arredamento, all’automotive e a vari settori altamente specializzati. Da un lato abbiamo messo a punto macchine speciali per la lavorazione delle pelli di lusso (comparto, a nostro avviso, tuttora in fase di sviluppo) e dall’altro abbiamo progettato e costruito un’intera famiglia di smerigliatrici per prodotti speciali, tra cui citiamo la microfibra, ambito nel quale Aletti risulta oggi leader a livello mondiale.

Quale valore aggiunto esprimono il vostro prodotto e il vostro servizio rispetto alla concorrenza? Innovazione continua, personalizzazione e affidabilità. Aletti progetta le proprie macchine internamente, proponendo sempre idee nuove e originali, frutto dell’esperienza di 75 anni di attività e della positiva “contaminazione” con settori tecnologicamente avanzati.

www.aletti-italia.com

Da sinistra, Ezio, Carlo e Marco Aletti

macchine per conceria ALETTI