Arpex Textiles, prodotto eccellente e servizio al cliente just-in-time, le armi del successo

ARPEX TEXTILES è un’azienda pugliese con sede nel polo di Barletta, attiva da oltre quarant’anni nel mercato italiano e internazionale.

La sua storia inizia con i lacci per le scarpe e continua tutt’oggi in quel solco tracciato inizialmente, anche se alla prima storica linea di produzione si sono affiancate quella dedicata ai nastri, prima, e quella -pionieristica per il tempo- delle etichette in tessuto.

I suoi clienti sono le aziende dell’industria dell’abbigliamento e della calzatura, con un focus particolare sulle calzature di sicurezza, cui Arpex può offrire prodotti di alto livello qualitativo e soprattutto pienamente in grado di rispondere ai requisiti previsti dalle normative vigenti in materia.
Aldo Musti, gentleman pugliese e anima trainante dell’azienda, è un esempio di “self made man” del sud: ha iniziato da lavoratore dell’industria calzaturiera, oggi guida un’azienda che produce ed esporta in tutto il mondo. Nel 2019, a degno coronamento dei 40 anni di attività, ha ricevuto il prestigioso premio “100 eccellenze italiane”.
Arpex non è “solo” lacci, è la storia di un’azienda orgogliosamente italiana che ha deciso di investire su ciò che da sempre è nutrimento vitale per l’industria: qualità, innovazione, tecnologia. I risultati non sono stati facili da ottenere ma sono arrivati, e tanto basta per continuare ora nel segno della qualità Made in Italy.
Quarant’anni di attività, premi prestigiosi come “Industria Felix” e “100 eccellenze italiane”. Qual è il segreto del vostro successo?
Ce ne sono tanti, sicuramente, ma forse il più importante è la devozione che mettiamo nel nostro lavoro. Abbiamo un tavolo di briefing mattutino, ci portiamo dietro questo “cattivo difetto” da quarant’anni: sono sempre qui alla mattina alle nove, per la riunione giornaliera. Oltre a fare l’imprenditore sono anche pianificatore aziendale, quindi mi occupo di organizzare la nostra attività e misurarla secondo i vari indici moderni. Tutto quello che facciamo come azienda viene va misurato in ogni suo aspetto, come ad esempio il servizio al cliente: In quale percentuale sono soddisfatti i nostri compratori, da 0 a 100? Il nostro obiettivo è raggiungere sempre non dico cento, ma poco meno. Questo modo di lavorare paga: recentemente siamo stati oggetto di un audit da parte di un nostro importante cliente, alla fine del processo di valutazione ci ha dato un punteggio pari a 97 su 100. Una bella soddisfazione.
Com’è cominciata questa avventura?
Sono nato nel settore delle scarpe, dapprima come ragioniere in un’azienda di calzature, proprio quando il polo di Barletta stava nascendo. Poi ho abbandonato la certezza del posto fisso per fare l’imprenditore e mi sono messo a fare questo mestiere. Abbiamo iniziato con i lacci per scarpe, poi pian piano siamo passati dal laccio al nastro. In seguito abbiamo introdotto una tecnologia completamente diversa, quella per le etichette tessute. Siamo stati tra i primi promotori al Sud di questo articolo: quando abbiamo iniziato a farle, vent’anni fa, si producevano solo al Nord. Continuando a innovare ed ampliare il nostro business, sono passati quarant’anni… Qualche capello bianco è spuntato, ma la voglia di mollare non c’è mai.
Si potrebbe dire che, in un certo senso, lavoriate “nell’oscurità”: dall’esterno si fa fatica a percepire quanto sia sviluppata la vostra attività, quanto investimento tecnologico ci sia dietro.
Quando siamo andati a Roma per la consegna del premio “100 eccellenze italiane”, lo scorso dicembre, i premiati venivano chiamati uno alla volta da una speaker. Dopo una carrellata di grandi personaggi, tra cui generali premiati per la difesa dello Stato, la speaker si è soffermata un attimo prima di leggere la motivazione del nostro premio: “Per lacci, nastri ed etichette. C’è anche questo in Italia”. Ha richiamato tutti alla riflessione, giustamente, perché era rimasta lei stessa sorpresa. Ha voluto sottolineare come l’eccellenza italiana sia fatta di tante realtà che noi stessi, spesso, non conosciamo.
Siete localizzati e producete solo in Italia?
Tutto in Italia. Siamo sempre le stesse persone, un team molto unito. Quella di non delocalizzare è stata una scelta precisa che, alla fine, ha dato i suoi frutti: siamo orgogliosi di averlo fatto. Possiamo dire di aver sfidato la globalizzazione sul terreno della qualità, con continui investimenti per aggiornare i processi produttivi, formare il personale, innovare i prodotti. E possiamo dire di aver vinto questa sfida.
Perché avete scelto di ottenere la certificazione ISO 9001, è una vostra esigenza oppure è una necessità che nasce dai clienti?
Avevamo già conseguito questa certificazione nel 2001 e abbiamo sempre seguito le procedure rispettandole in maniera ferrea, per noi dunque venti anni dopo ottenere la ISO 9001 è stata solo una formalità, una verifica che abbiamo voluto fare per attestare ciò che da sempre facciamo qui in Arpex: un lavoro di qualità in totale conformità con le normative vigenti.
Qual è il bilancio dopo oltre un anno di emergenza sanitaria?
Nonostante il momento molto difficile che tutto il comparto ha passato, i nostri fatturati hanno avuto delle flessioni contenute. Oggi, abbiamo messo da parte la produzione di elastico per mascherine che avevamo attivato durante l’emergenza e siamo ritornati al nostro normale lavoro.
La crisi è stata superata non solo grazie al servizio impeccabile che garantiamo ai nostri clienti e tempi di consegna certi (ben 4 addetti si dedicano esclusivamente alla gestione ordini in tempo reale), ma anche alla grande capacità di innovare. I nostri clienti sono sempre affamati di tendenze, di novità; lo scorso luglio abbiamo allestito un grande stand a Milano Unica e abbiamo potuto constatare che il desiderio di “cose nuove” è molto forte. Siamo quindi convinti che l’innovazione costante sia la chiave del successo: per questo vogliamo continuare ad investire nella tecnologia. Abbiamo recentemente aggiornato il nostro parco macchine, che spingeranno l’azienda verso una maggiore integrazione digitale.

www.arpexsrl.it

Aldo Musti, Arpex CEO