Don Diego, benessere, autenticità e sostenibilità

Don Diego, storico suolificio marchigiano e realtà imprenditoriale tutta italiana, è riuscito ad affrontare con successo un mercato in cui il tutto è cambiato grazie ad alcune linee guida adottate per superare l’anno 2020.

La giusta risposta alle richieste chiave dei nuovi consumatori. Il calo della domanda e l’incertezza del mercato hanno lasciato un’eredità pesante sui modelli organizzativi in genere, ma, nonostante ciò, le aziende si sono dimostrate forte ed agili nel rimodellare le strategie aziendali in vista delle dubbie prospettive future.

“Durante il lockdown, – ci racconta Diego Donati, titolare della Don Diego – come per tutti, la produzione era bloccata, ma abbiamo sfruttato i tempi morti per eseguire lavori di manutenzione straordinaria dei software e per creare nuovi spazi e uffici; dato che nei periodi di intenso lavoro non vi era mai tempo per farlo, abbiamo inoltre aggiornato i nostri macchinari, apportando una serie di migliorie di cui ora raccogliamo i frutti.
Quando è arrivato il momento della riapertura, i consueti grandi ordinativi inizialmente sono stati sostituiti da commesse micro e le difficoltà nel portarli a termine non sono state poche in quanto lavori più piccoli evasi singolarmente richiedono maggiori risorse. Questi ordini ci hanno però consentito di riattivare gli impianti e consegnare le merci. Attualmente abbiamo ripreso un normale ritmo produttivo e abbiamo ottimi segnali per le prossime stagioni”.

Avete sfruttato questo periodo anche per valorizzare il vostro lo stile e realizzare nuove proposte?
Lo stile non si ferma mai; abbiamo raccolto gli input da un mercato rallentato in uno scenario in cui il concetto di stagione è stato completamente stravolto: la pandemia ha creato un terremoto a livello di stagionalità, tutti i produttori corrono verso direzioni diverse, con molta confusione.
Alle fiere di settembre abbiamo sempre portato per tre quarti la collezione di riferimento e per il restante quarto quella in corso. Per le nuove collezioni selezioneremo determinati articoli che riteniamo particolarmente interessanti senza soffermarci su un preciso trend o stagione.

Guardando al futuro, quali tendenze avete elaborato?
Per ora vanno le chunky, i volumi, gli accessori sovraccarichi di dettagli, ma prevediamo presto un ritorno all’eleganza e alla sobrietà.

Il tema sostenibilità e economia circolare non sono più una moda, ma una reale esigenza. Come si rapporta la Don Diego con questo bisogno?
La clientela più attenta a questo aspetto è quella straniera, specialmente quella del nord Europa. Abbiamo recentemente avuto l’audit con la Bureau Veritas per rinnovare i nostri certificati e sosteniamo da anni la sfida di una produzione responsabile ed ecosostenibile. Siamo un interlocutore affidabile e un produttore responsabile.
Da Don Diego valorizziamo gli scarti di lavorazione reintroducendoli nel ciclo produttivo. In particolare, sulle mescole compatte possiamo usare fino al 100% di prodotti riciclati, su quelle light il 15-20%. I nostri macchinari sono di ultima generazione, concepiti per ridurre i consumi di energia e ridurre al minimo la dispersione di sostanze inquinanti.
www.dondiego.net

Diego Donati

Lo stabilimento Don Diego di Porto Potenza