Ecotan sneakers: le scarpe che nutrono il pianeta

Ogni anno nel mondo vengono prodotte quasi 25 miliardi di paia di scarpe, di cui circa 20 miliardi sono sneaker (fonte: World Footwear). Il 95% di esse finisce nelle discariche entro un anno, ed appena il 5% viene riciclato.

È fin troppo evidente che questo approccio consumistico non può essere in alcun modo sostenibile. “Ecotan” è l’innovativo progetto di Silvateam che permette di cambiare finalmente approccio: grazie alla grande esperienza maturata nel corso degli anni con le pelli bio-circolari è nata Ecotan Shoes, una filosofia di design sostenibile, capace di riscrivere da zero l’intero concetto di ciclo di vita nelle calzature. Antonio Battaglia, Leather Division Director dell’azienda cuneese, entra nel cuore di questa nuova tipologia di concia e della sneaker Ecotan Shoes, illustrandoci i benefici per l’ambiente e per la nostra salute.

Partiamo dal principio. Perché la pelle continua ad essere erroneamente demonizzata? «Negli anni la pelle è passata dall’essere il materiale per eccellenza più naturale e bello del mondo, ad essere considerata un’alternativa meno sostenibile della plastica. Le cause sono molteplici, ma l’aggressività dei vegani, che pongono il problema su un piano etico e non di sostenibilità, non contribuisce a migliorare la situazione. La carne animale ha sempre avuto un ruolo centrale nella storia e nello sviluppo delle società umane. Oggigiorno, l’80% della popolazione mondiale mangia carne bovina e il 98% mangia carne in generale. Ritengo che questa battaglia debba essere combattuta insieme, sia dall’industria alimentare sia da quella conciaria. Sono altresì convinto che la carne debba essere prodotta rispettando i diritti degli animali, in modo etico e civile, partendo dagli allevamenti. Tra l’altro, negli ultimi decenni, Silvateam ha messo a punto delle formulazioni a base di tannino utilizzate con successo nell’alimentazione animale. Secondo diversi studi realizzati da importanti università e centri di ricerca, il tannino è un antibatterico naturale che oggi viene somministrato agli animali da reddito come sostituto degli antibiotici, ampiamente utilizzati come promotori della crescita da oltre 50 anni. Integrare le diete degli animali con i tannini permette di migliorare la loro salute e il loro benessere, contrastando la resistenza agli antibiotici che minaccia la salute umana a livello globale. Anche nel mondo della concia abbiamo adottato questa filosofia mettendo a punto una tecnologia di concia all’avanguardia e sostenibile. La pelle è stata conciata da sempre con i tannini naturali e, per tutto questo lasso di tempo, ha accompagnato l’uomo nel suo percorso evolutivo. La grande innovazione tecnologica di Ecotan risiede nella possibilità di realizzare la concia delle pelli senza l’utilizzo dei sali di cromo, dei metalli e di altre sostanze chimiche nocive, quali la glutaraldeide, lasciandone però inalterata la morbidezza e le caratteristiche tecniche, nel pieno rispetto dell’ambiente».

Come è nata l’idea delle pelli Ecotan? «Siamo partiti decisamente prima che il mercato ne facesse richiesta. Siamo stati dei precursori, perché abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto già a partire dal 2010. I tannini naturali erano utilizzati principalmente nella concia della suola e della pelle al vegetale, per realizzare due bellissimi articoli ma di nicchia. Da un lato, la nostra volontà era quella di traslare l’impiego di questa tipologia di pellami in altri settori: nell’automotive, nella calzatura e nella pelletteria, ad esempio. Dall’altro volevamo dimostrare che i tannini fossero davvero sostenibili. Ne eravamo convinti ma, all’epoca, non avevamo ancora le certificazioni necessarie. Abbiamo dovuto lavorare sodo per averne la prova. Oggi abbiamo, per la prima volta nel settore della pelle, la certificazione PEFC che garantisce la sostenibilità dei tannini di castagno e di quebracho. Inoltre, non va dimenticata la questione legata alla salute. Inizialmente avevamo pensato che il tannino, essendo un antibatterico naturale, potesse essere impiegato nelle solette e nelle fodere in pelle per promuovere il benessere dei nostri piedi, quando indossiamo le scarpe, evitando la formazione di odori sgradevoli. Così, abbiamo fatto realizzare degli studi approfonditi dall’università degli Studi di Milano e da Wellmicro, spin-off dell’università di Bologna, che hanno dimostrato sia in vitro sia in vivo che il tannino nella pelle conciata continua ad avere un’azione antibatterica nel tempo. Se ci pensiamo bene i tannini rappresentano la difesa naturale delle piante contro i virus e i batteri».

Che feedback state ricevendo dalle aziende con cui collaborate? «I feedback sono molto positivi. È entusiasmante lavorare per questo progetto. Questo è un settore che ha sempre vissuto di molta diffidenza e di chiusura. Con questo nuovo progetto si sono sviluppate partnership importanti con diversi attori lungo l’intera filiera, dalle concerie, alle aziende specializzate in rifinizione, nella gestione degli scarti e nell’analisi delle pelli. Oggi abbiamo oltre 30 concerie partners, presenti in Italia, Francia, Portogallo, Turchia, Messico, Brasile, Argentina, Corea del Sud e Cina. Siamo in grado di lavorare diverse tipologie di pelli, dalle bovine, alle ovi-caprine e ai rettili, nel rispetto di regole definite da un capitolato tecnico e di marketing condiviso con tutti i partecipanti del progetto».

Qual è oggi per voi la sfida più grande? «A questo punto sono convinto che passare dalla fase della prova industriale alla produzione su larga scala sarà un passaggio naturale. Ritengo che questa tecnologia diventerà presto uno standard, l’alternativa sostenibile ad un’industria che ha bisogno di far vedere che vuole fare le cose meglio. Tra i nostri partner ci sono le concerie più grandi al mondo e loro hanno deciso chiaramente di fare le cose in maniera differente ed efficace. La sfida tecnologica iniziale è stata proprio quella di non stravolgere l’assetto produttivo delle aziende con cui lavoriamo».

Ecotan Shoes: qual è la filosofia di questo progetto innovativo? «La sneaker Ecotan Shoes è una scarpa rivoluzionaria, dal design innovativo e a scarto zero, realizzata con pelli 100% ecologiche, conciate naturalmente con tannini: la prima calzatura realmente bio-circolare che può essere trasformata in un fertilizzante per agricoltura biologica alla fine della sua vita. Un progetto che dimostra come si possa concretamente restituire per intero alla natura quelle risorse che si sono inizialmente prese “in prestito”. Progettata a strati e senza cuciture interne, la sneaker Ecotan Shoes è totalmente priva di rinforzi, plastiche o altri polimeri sintetici di origine fossile, dimostrandosi così una soluzione sicura e salutare per il consumatore, oltre che rispettosa per l’ambiente. Grazie alla sua origine interamente organica questa sneaker è ‘digeribile’ dalla natura così com’è, senza essere smontata. Può essere triturata completamente per essere trasformata in un fertilizzante biologico, che rilascia nuovamente nel suolo le sostanze nutritive originariamente prese in prestito dalla pelle dell’animale. Ricco di azoto organico e carbonio, questo fertilizzante nutre il pianeta, migliorando la fertilità del suolo e permettendo alle piante assorbire e immagazzinare CO2».

Riutilizzo delle pelli Ecotan: perché fertilizzante e non compost? «Nonostante le pelli Ecotan abbiano dei valori di biodegradabilità eccellenti, abbiamo deciso di non seguire questa strada per i problemi che potrebbero sorgere. I test di biodegradabilità arrivano da materiali come la carta o la bioplastica che solo in parte possono essere adattati al mondo della pelle. In particolare, il residuo non biodegradabile della pelle non è compatibile con il compost o con i parametri di legge che un suolo deve rispettare. Di conseguenza, in vari paesi tra cui l’Italia non è legale utilizzare la pelle per compostaggio, che dovrebbe essere la fine naturale di un prodotto biodegradabile. Invece la produzione di fertilizzanti è prevista e di fatto è un’attività che, nel caso della pelle al vegetale, viene realizzata da oltre cento anni. Quando si parla di biodegradabilità di un prodotto, temo che il consumatore si immagini una buccia di banana che si trasforma in compost, ma purtroppo questo concetto non sarà possibile per la pelle».

Il prossimo step quale sarà? «La sfida interessante ora è quella di implementare una filiera completamente bio-circolare. Quello che noi attualmente offriamo è un processo che è compatibile con un sistema di riutilizzo certificato della pelle che prevede la sua trasformazione in un fertilizzante destinato all’agricoltura biologica, evitando quindi che finisca in discarica per essere incenerita. La sneaker Ecotan Shoes è stata un esercizio che abbiamo voluto fare per dimostrare ai brands che è possibile creare una scarpa 100% riciclabile che non richiede lo smontaggio per ritornare alla natura. Perché la scapa Ecotan Shoes possa poi essere riciclabile completamente sarà necessario creare dei centri di raccolta dove ognuno di noi potrà portare le scarpe usate, regalando loro una nuova vita».

www.silvateam.it

Da sx: Alessandra Taccon, Eric Poles, Antonio Battaglia e Massimo Gotti all’ultima edizione di Lineapelle