IN CAMPANIA NASCE IL POLO DELLA MANIFATTURA SOSTENIBILE

Università, imprese e istituzioni fanno rete per la ricerca di materiali innovativi: tra gli obiettivi della “task force” la ricerca e l’innovazione green.

Rafforzare il dialogo tra impresa, mondo accademico e istituzioni, per promuovere la ricerca e l’innovazione in ottica della transizione ecologica del Made in Italy e della moda. Questo l’obiettivo del Polo della Manifattura Sostenibile in Campania, nato su impulso di Claudio Giaquinto, direttore industriale di P&C Srl, coadiuvato da Vittorio Cantone, revisore legale dell’azienda, con la collaborazione della Fondazione AdAstra, dell’Assopellettieri Italia e del Sistema Moda Italia. L’accordo quadro che segna la nascita del Polo è frutto di un percorso iniziato ad inizio 2021, in piena pandemia, formalizzato con una sottoscrizione della Commissione bilancio del Consiglio Regionale della Campania, a conferma dell’interesse dell’ente regionale verso il tema della transizione ecologica. Nel documento programmatico è evidenziata la partecipazione del Dipartimento di Ingegneria chimica dei Materiali e della Produzione Industriale dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Salerno.
All’interno dei due atenei si lavorerà per ottenere i primi prototipi da testare e avviare il processo di industrializzazione volto alla produzione di accessori in materiali sostenibili, in linea con i principi dell’economia circolare. Un comune disegno operativo per impegnarsi nella ricerca nel campo dei materiali innovativi e sostenibili e creare le basi per una transizione ecologica non più procrastinabile. In tal senso la ricerca del Dipartimento Unisa è già centrata sulla realizzazione di tessuti sostenibili ottenuti dagli scarti dei prodotti ortofrutticoli, mentre quella alla Federico II dalle cellule animali. Il Polo sarà strutturato come società consortile nel quale confluiranno in primis le università, le imprese di tutto il comparto manifatturiero – non solo pelletteria ma anche il tessile e il calzaturiero, una società largamente inclusiva che non commercializza ma incentiva la ricerca – e anche rappresentanti di categoria come Assopellettieri e Confindustria Moda. Questo per riuscire ad aumentare la capacità di sviluppare progetti di ricerca competitivi.
All’interno della sede, che sarà negli stabilimenti della P&C, verranno trasferiti laboratori con strumenti e macchinari innovativi in intesa con i due dipartimenti universitari che metteranno a disposizione dei dottorandi che porteranno avanti le attività di ricerca in sinergia con l’impresa. Il frutto di tali ricerche sarà il via ad un brevetto cointestato tra università e privato, in misura proporzionale all’effettivo contributo. L’ingresso nel Polo della Manifattura Sostenibile sarà possibile solo per le aziende qualificate e sane, anche per bandire chi non è in regola, tutelando le stesse attraverso la creazione di una blockchain del settore.