Industrie Chimiche Forestali – Morel “Uniti si vince e ci si diverte di più”

Dal 1° luglio 2021 Industrie Chimiche Forestali SpA ha acquisito e incorporato il marchio Morel, il relativo ramo industriale e tutto il personale. Il Presidente Guido Cami spiega le strategie e le prospettive future dopo l’accordo.

E’ un’operazione prestigiosa quella che ha portato Industrie Chimiche Forestali SpA – società leader a livello internazionale nella progettazione, produzione e commercializzazione di adesivi e tessuti ad alto contenuto tecnologico – all’acquisizione di Industria Chimica Morel Spa, storica azienda Milanese specializzata nella realizzazione e vendita di componenti tessili, puntali, contrafforti e rinforzi, per il mercato calzaturiero e della pelletteria con particolare riferimento al segmento lusso. ICF, società quotata sul mercato AIM Italia (organizzato e gestito da Borsa Italiana).
È un Guido Cami soddisfatto quello che riceve nella sede di Marcallo a fine Agosto, che ci racconta, con la sua travolgente energia e positività, l’operazione. “Il marchio Morel – conferma il Presidente e CEO di Industrie Chimiche Forestali SpA- è entrato nella nostra scuderia ICF affiancando gli esistenti brand, ossia Forestali, ABC e Durabond, specializzati nella realizzazione di prodotti tecnici per differenti applicazioni manifatturiere ed industriali. Morel è un’impresa storica di Milano, nata nel 1926, che progetta e realizza tessuti tecnici per la calzatura e la pelletteria. Il marchio è sinonimo di qualità made in Italy, automazione 4.0 e know-how di standing artigianale. I suoi prodotti si posizionano per le elevate caratteristiche tecniche e le materie prime di pregio lavorate con tecnologia wave-tech per valorizzarne le proprietà meccaniche. Marchio, know-how, macchine, impianti, attrezzature e uomini fanno parte dell’accordo, assieme alle attività operative e produttive, formule, conoscenze, magazzini, rapporti con i clienti e fornitori”.
Che cosa significa questo accordo?
“Innanzitutto rappresenta un aspetto fascinoso di due aziende italiane con circa cento anni di storia ciascuna alle spalle che si uniscono per cercare sinergie a tutti i livelli e per diventare insieme ancora più forti nel mercato della calzatura e della pelletteria globale. Formule, ricette, saper fare, artigianalità, organizzazione, spirito innovativo, etica, rispetto e made in Italy, sono i valori principali che da sempre condividiamo con Morel e che insieme porteremo avanti. Tuttavia c’è anche un aspetto etico tra gruppi di dipendenti che sono stati concorrenti sino al 30 giugno e dal giorno dopo sono diventati colleghi e ora lavorano assieme. Infine è anche la dimostrazione che a livello italiano siamo capaci a fare squadra e di lavorare assieme senza stravolgere il sapere dei colleghi di lavoro. Lo slogan che può riassumere questa operazione è “Uniti si vince e ci si diverte di più””.
Operativamente come avete agito per trasportare nello stabilimento Forestali le macchine e magazzino Morel?
“Tra aprile e maggio abbiamo proceduto, nella vecchia fabbrica Morel, anche con tre turni al giorno di lavoro per costituire scorte di prodotto finito sufficienti per alimentare i clienti nel periodo successivo del previsto trasloco. A giugno abbiamo proceduto con un’operazione industriale imponente, preparando qui in Forestali la nuova fabbrica dopo aver ridisegnato completamente il layout del magazzino: abbiamo costruito 1.200 postazioni di stock in più nello stesso ambiente e identificato spazi idonei per le gli impianti e le attrezzature. Questo ci ha consentito, il giorno stesso della firma del contratto, di mettere in funzione nella nostra sede tre “bilici incrociati” che hanno cominciato a spostare i prodotti finiti, nel frattempo già distintati, etichettati e preparati. Tre giorni dopo tutto il materiale della Morel era già stato stoccato e inserito nelle varie scaffalature, al punto che dal quarto giorno abbiamo iniziato a fatturare i prodotti. Tutto ciò è potuto avvenire grazie all’integrazione informatica di cui sono dotate le due aziende. Nel frattempo, lo stesso 1° luglio, nella sede Morel, è iniziato lo smontaggio di tutti gli impianti e dei macchinari, che nell’arco di poche settimane sono arrivati in Forestali, dove sono state rimontati nelle sedi preposte, per essere immediatamente operativi. Nel frattempo tra maggio e giugno avevamo avviato le lunghe procedure per il completamento dell’iter della richiesta con relative autorizzazioni”.
Quali sono i presupposti legati alle strategie imprenditoriali?
“Abbiamo la convinzione di poter allargare la gamma dei prodotti per garantire sviluppo ad entrambi i marchi. La scuderia rilevata è rimasta com’è, ora i dipendenti delle due aziende lavorano assieme, anche i manager sono fianco a fianco in ufficio. Per il momento non abbiamo cambiato nulla nella rete di distribuzione. Morel è rimasta tale, quindi si continuerà a vendere prodotti con questo marchio, come si faceva prima. D’altronde Morel non ha bisogno di presentazioni, è leader di settore, capace di fornire dei prodotti che in questi anni il mercato ha sempre apprezzato. Spero che l’unione di queste due società possa permettere nei prossimi anni una crescita complessiva dando ad Industrie Chimiche Forestali un completamento assieme agli altri marchi del gruppo”.
Quali sono i vostri obiettivi principali?
“Con questo accordo l’indotto Morel potrà usufruire di strategie che Industrie Chimiche Forestali porta avanti da tempo, nel contempo ICF potrà essere spinta dalla Morel per altri aspetti. Nel “trasferimento” non abbiamo rinunciato a nessuno, tutte le figure professionali proseguono il proprio lavoro con noi e lo potranno fare senza patemi o preoccupazioni del futuro. A cominciare da Dario Ferrario, che è il direttore commerciale: lui lavora in Morel dal 1991, vanta un’esperienza trentennale e una grande conoscenza dei prodotti e dei clienti. Con questa integrazione la nostra forza lavoro complessiva è arrivata a 145 unità”.
Dal punto di vista economico che situazione sta vivendo il gruppo?
“Industrie Chimiche Forestali ha chiuso il primo semestre di quest’anno con un + 35% rispetto al 2020 e + 6% nel confronto con lo stesso periodo del 2019, anno in cui nel secondo semestre il mercato aveva rallentato, già prima della pandemia sanitaria. Importante sottolineare che non abbiamo quasi più debiti, nonostante l’acquisto della grande struttura immobiliare di oltre 65.ooo metri quadrati, dove attualmente operiamo, del valore di 16 milioni di euro. A luglio il marchio Morel ha fatturato 600 mila euro, non poco per essere il primo mese, abbiamo buone prospettive per settembre, semmai speriamo di aver preso scorte sufficienti per “sopravvivere”.
È preoccupato per la situazione economica attuale?
“Per il medio-lungo periodo sono abbastanza fiducioso, dovessi scommettere sul futuro di Forestali dico che ragionevolmente per i prossimi 10-15 anni il lavoro continuerà a darci soddisfazioni. In termini reddituali invece prevedo alti e bassi perché le materie prima sono salite in maniera pazzesca negli ultimi 12 mesi: pensavamo di essere arrivati al top a giugno, visto alcuni cali a luglio, ma ora si prospettano aumenti, anche a doppia cifra, per alcuni prodotti, da settembre. D’altronde se l’acciaio è passato da 400 a 1.200 euro a tonnellata, la situazione è davvero preoccupante. L’augurio è che la situazione dei prezzi possa riequilibrarsi con la ripresa dei consumi”.
Come sta procedendo il vostro impegno per lo sviluppo sostenibile?
“La premessa è che ci chiamiamo Forestali, il nome arriva dalla foresta, siamo verdi per definizione anche nella pancia! Attualmente disponiamo di quattro professionisti, due uomini e due donne, che si occupano esclusivamente di sostenibilità. Il rispetto per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile sono da sempre aspetti di primaria importanza per la nostra realtà. I primi passi per la realizzazione di un Sistema integrato di Gestione aziendale sono stati intrapresi dal 1997 con l’adozione di un Sistema di gestione per la Qualità in accordo alla norma UNI EN ISO 9001 ma soprattutto l’adesione al progetto “Responsible Care” di Federchimica, che rappresenta il più importante progetto internazionale di sostenibilità per le aziende del settore chimico di tutto il mondo, a cui noi abbiamo aderito immediatamente. L’anno successivo abbiamo proceduto con l’adozione del Sistema di gestione ambientale in conformità alla UNI EN ISO 14001 e nel 2009 del Sistema di Gestione per la Sicurezza in accordo alla norma OHSAS 18001. Dal 2010 ad oggi abbiamo consolidato tutti i Sistemi di Gestione conseguiti ed applicato il modello 231, mentre lo scorso anno abbiamo pubblicato il primo Bilancio di sostenibilità, ottenendo la Certificazione per il settore automotive IATF16949. Nell’ultimo ventennio abbiamo fatto passi da gigante sul tema in tutti i suoi aspetti: sostenibilità economica, sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale”.

www.forestali.it

Guido Cami, CEO Industrie Chimiche Forestali