Pajusco Tecnologie, una splendida storia imprenditoriale e familiare

PAJUSCO TECNOLOGIE di Montebello Vicentino, fondata nel 1960, fu acquisita all’inizio degli Anni Ottanta da Giuseppe Storti e ora portata avanti dai figli Silvio, Giovanni e Olimpio

Un padre che ha rilevato e poi rilanciato l’azienda, nata nel 1960, con la quale ha saputo imporsi nel mercato. Da oltre 10 anni alla guida ci sono i tre figli maschi che, con mansioni e compiti distinti, stanno portando avanti, con notevole successo, il marchio a livello italiano e internazionale. Non è solamente una storia di successo imprenditoriale ma anche una splendida vicenda familiare quella che riguarda la PAJUSCO TECNOLOGIE di Montebello Vicentino, comune del distretto della pelle di Arzignano, produttrice da oltre mezzo secolo di impianti all’avanguardia per il settore conciario, in particolare bottali in legno e automazioni.
L’azienda produce tutti i prodotti internamente poichè i titolari possiedono anche una fonderia che consente l’approvvigionamento diretto alle materie prime, emblema della perfetta filosofia del made in Italy, molto apprezzato all’estero. Estesa su circa 6 mila mq di superficie coperta, dispone anche di un magazzino in Emilia Romagna, vicino al porto, dove attraccano i container. La vecchia sede si trovava a Zermeghedo, altro comune del distretto, mentre il trasferimento a Montebello Vicentino risale a 12 anni fa, con la costruzione di un nuovo e moderno capannone, dove attualmente lavorano una quarantina di dipendenti. Un numero rimasto costante nell’ultimo decennio, anche per il fatto che un’automazione sempre più spinta richiede molti meno addetti per ogni tipo di lavorazione e macchina.
Giuseppe Storti, scomparso nello scorso mese di dicembre all’età di 86 anni, rilevò il marchio Pajusco (che già allora produceva bottali, ma solamente in legno) all’inizio degli Anni Ottanta, aggiungendo la parola Tecnologie, vista l’intenzione di automatizzare tutti gli impianti e aggiungere la produzione di follonaggi: una strategia che con il tempo si è rivelata vincente. Un lungo cammino fatto di sacrifici e di una vita dedicata al lavoro, che dalla fine degli Anni Ottanta ha visto progressivamente l’ingresso in azienda dei tre figli, gli attuali titolari, entrati in organico solamente dopo aver ottenuto un titolo di studio: Silvio, che adesso ha 54 anni, ha conseguito il diploma di ragioniere, Giovanni, 50 anni, quello di geometra e Olimpio, 45enne, di perito conciario, al quale ha aggiunto un Master di un anno e mezzo, sempre nel settore chimico conciario, in Inghilterra, periodo che gli ha permesso di acquisire il perfetto uso della lingua inglese, prerogativa necessaria per presenziare alle fiere di tutto il mondo.
La famiglia Storti, originaria e sempre residente a Chiampo (centro della vallata omonima che congloba anche Arzignano), comprende anche tre sorelle, che però non sono mai entrate in azienda. Gli attuali titolari hanno figli maschi, attualmente studenti, quindi non è escluso che alla PAJUSCO TECNOLOGIE possa iniziare nei prossimi anni la terza generazione.
I tre titolari hanno i compiti così ripartiti, proprio in base agli studi fatti: Silvio si occupa degli aspetti economici e finanziari, Giovanni è responsabile dell’ufficio tecnico, della produzione e della manutenzione, mentre Olimpio segue la parte commerciale e i rapporti con i clienti di tutto il mondo. A completare il team, al punto da essere diventato un altro “componente”
della famiglia e del team dirigenziale, c’è Silvano Castegnaro, 45 anni, responsabile dell’automazione e della parte elettrica, al lavoro in azienda da circa un trentennio, da quando a 16 anni fu assunto da papà Giuseppe. “Nostro padre – raccontano Silvio, Giovanni e Olimpio – ci ha insegnato con i fatti cosa significa sacrificarsi nel lavoro, in questo ambito con noi è sempre stato molto severo. Ovviamente era il primo ad arrivare e l’ultimo a chiudere, la sua filosofia era che le riunioni dovevo tenersi prima delle 6 del mattino e dopo le 10 di sera, oppure il sabato pomeriggio o la domenica, perché il resto del tempo serviva per il lavoro in fabbrica e per far crescere l’attività. Nel contempo era proprietario di una ditta di cavi elettrici e di un allevamento di quaglie, attività che ha successivamente venduto. In ambito lavorativo noi figli non siamo mai stati privilegiati, lo stipendio era ridotto al minimo, ma è stato un insegnamento importante per farci capire che tutto andava sudato e meritato. Una decina di anni fa ha scelto la pensione ci ha lasciato proseguire, senza interferire nelle scelte che poi abbiamo fatto. Ma anche obbligandoci a proseguire con le nostre forze economiche”.
L’ultimo anno e mezzo, caratterizzato dalla pandemia sanitaria, ha reso il mercato instabile. “Più che le fiere in sé – precisano – ci è mancato il contatto umano con i clienti, a cui presentare le novità e dando a loro la possibilità di vederle in funzione. Il sistema della webcam o delle piattaforme Zoom può essere utile, ma non può sostituire le visite dal vivo, almeno per i macchinari come i nostri: chi fa un acquisto deve assolutamente vederlo e testarlo. Noi attualmente stiamo lavorando a buon regime, essendo molto presenti nel distretto di Arzignano, che rappresenta il principale punto di riferimento. Tuttavia nel corso del 2021 abbiamo operato molto bene in tutta Europa, vista la possibilità di spostarci in auto. Per quanto riguarda gli altri continenti il problema maggiore è la spedizione delle merci, con costi aumentati anche sino a 4-5 volte, davvero inconcepibile. La speranza è che con la ripresa dei consumi, i prezzi possano riallinearsi. Il rammarico sta nel fatto che dal 2017/2018 era iniziata una forte crescita aziendale, poi tutto si è rallentato”.
D’altronde il nostro obiettivo è sempre quello di presentare cose diverse, garantendo al cliente le ultime tecnologie e altri optional. La strategia è quella di personalizzare la macchina per il cliente, sia a livello di automazioni, di dimensioni ma ad esempio garantendogli la scelta del colore preferito: quello standard è il verde, ma qualsiasi preferenza viene accettata. Il tutto senza aumenti di prezzo, quindi in linea con il mercato”.

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