United Chemicals, sempre piu’ green

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Fondata nel 1992, United Chemicals è una consolidata realtà nel campo chimico, che, in uno stabilimento di ben 10.000 mq, si avvale delle più moderne tecniche di lavorazione per realizzare formulazioni ad hoc di qualità, sostenibili e in linea con i molteplici requisiti del mercato, da utilizzare non solo in campo conciario, ma anche tessile ed edile.

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Massima dedizione alla sostenibilità, costante ricerca, servizi personalizzati al cliente e un team di professionisti internazionali pronti a soddisfare le richieste più esigenti: questi i pilastri dell’azienda di Izmir (Turchia), che da un 2020 burrascoso trae la forza per andare avanti con nuovi ambiziosi progetti, come la messa a punto di polimeri naturali per la concia e lo sviluppo di innovative sostanze per la fissazione del colorante a basso consumo d’acqua.  

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Can Kaleli

Can Kaleli, titolare, ci ha illustrato alcuni degli obiettivi dell’azienda fornendo anche una panoramica sulla situazione di questo settore ad un anno di distanza dall’inizio dell’emergenza sanitaria. 

Can Kaleli, come è nata United Chemicals? United Chemicals è stata fondata nel 1992 come azienda di famiglia, inizialmente dedita alla formulazione di coloranti per pelli double face, poi, a partire dal 1997, grazie alla joint venture con una società internazionale specializzata nelle attività di riviera, la nostra gamma di prodotti ha iniziato a diversificarsi. Questa collaborazione è continuata per diversi anni, fino a quando abbiamo deciso di comune accordo di interromperla per concentrarci su diversi mercati e nuove opportunità di business. Nel 2004 abbiamo costruito un impianto per ingrasso in Turchia, relativamente piccolo a quel tempo, che ci ha però dato l’opportunità di produrre tutti i prodotti chimici necessari per il wet-end. Il poter offrire una gamma completa di prodotti chimici per tale settore ha accelerato la nostra crescita, soprattutto in mercati esigenti come la Cina. Nel 2017 abbiamo deciso di investire sui prodotti di finitura: abbiamo così completato l’impianto ed ampliato il nostro attuale stabilimento nel giro di un anno. Oggi, il nostro stabilimento di Izmir si estende su 10.000 mq ed è in grado di produrre quasi tutti i prodotti chimici necessari per trasformare la pelle grezza in prodotto finito.

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Qual è il core business di United Chemicals? E quali i mercati di riferimento e i settori d’uso finali? Negli ultimi trent’anni, la nostra attività di punta è sempre stata la chimica della pelle. Investiamo la maggior parte del nostro capitale in questo settore, tuttavia, siamo sempre alla ricerca di opportunità di sviluppo. Antartide a parte, siamo presenti in tutti i continenti, esportando in più di 20 paesi. La quota maggiore delle nostre vendite proviene da Cina, Vietnam, Turchia e Italia. Forniamo anche diverse aziende internazionali e le assistiamo nello sviluppo di prodotti chimici esclusivi e su misura. Oltre alla pelle, siamo presenti anche in altri settori, come quello dei tessili tecnici – utilizzati principalmente nelle attrezzature militari – che lavoriamo con prodotti chimici a base di poliuretano, e quello dell’edilizia. Durante la pandemia, la Turchia ha visto un vero e proprio boom edilizio e, considerando la significativa riduzione della domanda di pelle e tessuti causata proprio dalla crisi sanitaria, abbiamo deciso di investire in prodotti chimici per questo settore.

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Il lockdown e le diverse restrizioni causate dalla pandemia hanno portato ad un rallentamento delle attività nel settore conciario: come è stata colpita la sua azienda e come è riuscita ad affrontare una simile situazione?È stato davvero un anno turbolento e pieno di incertezze. Oltre al rallentamento, spesso non è stato possibile fare previsioni sul futuro. Tuttavia, la pandemia è stata un catalizzatore in altri modi: ha mostrato l’importanza del capitale e dell’innovazione; ha limitato i nostri viaggi, ma ci ha anche permesso di concentrarci sui nostri punti di forza e di debolezza. Abbiamo cercato di guardare al lato positivo del blocco e abbiamo deciso di assumere un ruolo più attivo. Per assicurare un continuo supporto al cliente ed un’assistenza tempestiva nonostante le limitazioni ai viaggi, abbiamo nominato alcuni rappresentanti regionali, che si sono aggiunti all’attuale rete di distributori in Cina, Thailandia e Italia. Abbiamo esaminato le aperture e le richieste del mercato e cercato di colmare queste lacune.
Quando ripenso all’anno precedente, credo che abbiamo gestito la situazione positivamente.

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La sostenibilità è uno dei principali aspetti che determinano lo sviluppo del settore chimico. Qual è la posizione di United Chemicals in merito? La sostenibilità non sta solo plasmando il settore chimico, ma il mondo intero. Come esseri umani, abbiamo finalmente imparato a condividere il pianeta e prendere solo ciò di cui abbiamo bisogno, a pensare al futuro e al tipo di eredità che vogliamo lasciare ai posteri. Dal punto di vista della sostenibilità, United Chemicals è sempre stata all’avanguardia. Fin dalla nostra fondazione, abbiamo sempre rispettato rigorosamente le normative internazionali. Un numero significativo delle nostre materie prime è generato da fonti rinnovabili. Negli ultimi due anni abbiamo inoltre incoraggiato i nostri clienti a passare alla concia priva di metalli con la nostra gamma PROWHITE, offrendo loro un servizio costante e supporto tecnico. Crediamo che la pelle conciata con PROWHITE sia in grado di eguagliare le proprietà di quella conciata al cromo e, a sostegno di ciò, entro il 2025 elimineremo completamente l’uso di metalli nelle fasi di wet-end e finitura. Inoltre, tra i nostri nuovi progetti vi è lo sviluppo di polimeri naturali per la concia che forniscono un’alternativa più ecologica agli agenti concianti sintetici. Abbiamo anche ideato una nuova sostanza chimica per la fissazione del colorante che utilizza il 50% in meno di acqua rispetto alle operazioni di tintura tradizionali. L’anno scorso siamo riusciti a produrre un ingrasso organico con lo 0% di acidi grassi liberi e abbiamo fatto un passo da gigante nell’abbassare ulteriormente i valori di COD e BOD nei nostri prodotti chimici. Inoltre, da diversi anni siamo membri di MRSL ZDHC e da quest’anno abbiamo in programma di assumere un ruolo più attivo nel Leather Working Group/LWG.

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Generalmente, United Chemicals prende parte alle più importanti fiere del settore del mondo. Quali effetti ha avuto la cancellazione di questi eventi sulla vostra attività? Sì, ogni anno partecipiamo alle fiere Simac Tanning Tech, ACLE e APLF. L’annullamento di queste fiere ha sicuramente limitato il nostro contatto con i clienti e ha rallentato lo sviluppo di nuove tecnologie. La scienza della pelle è organolettica. È obbligatorio vedere, sentire, toccare e perfino annusare la pelle per comprenderla. Le fiere virtuali e i webinar sono utili per rimanere in contatto con le novità del settore, tuttavia non sono ancora debitamente sviluppati e sono limitati in termini di tecnologia. Abbiamo cercato di ridurre questo effetto inviando regolarmente articoli di nuova concezione ai nostri clienti tramite posta e di far sentire maggiormente la nostra presenza telefonicamente, implementando anche l’utilizzo dei social media.

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Quali sono le sfide e i progetti che la United Chemicals ha in serbo per i prossimi anni? Sono molti gli argomenti su cui discutere: la sostenibilità, la diminuzione delle forniture d’acqua, la disinformazione sulla pelle e, naturalmente, la fragile economia mondiale che è stata profondamente ferita dal virus. Ognuno di questi temi necessita attenzione e deve essere preso in considerazione quando si fanno accordi a lungo termine, poiché, quando facciamo progetti, ci basiamo proprio su questi aspetti. Siamo in primo piano nel settore ed amiamo avvalerci di questo ruolo prominente: il nostro dipartimento di ricerca e sviluppo è particolarmente concentrato sui primi due problemi e ad oggi ha svolto un ottimo lavoro. Per quanto riguarda la disinformazione sulla pelle, abbiamo deciso di prendere una parte più attiva nel Leather Working Group/LWG e in altre organizzazioni che promuovono l’uso di pelle sostenibile. Il nostro progetto principale prevede invece l’apertura di centri di sviluppo in Cina e in Italia che fungeranno da concerie pilota. Riteniamo che questo ci darà una bella spinta mentre seguiamo gli sviluppi nel cuore delle fabbriche e ci permetterà di implementare le nostre competenze, cultura e approccio alle questioni attuali. Abbiamo lavorato sulle infrastrutture durante la pandemia e i feedback sono stati molto positivi.
www.unitedchemicals-co.com